Siamo a un mese dal primo caso rilevato a Codogno, era il 21 Febbraio quando, l’ormai famoso, “paziente 1” balzava agli onori della cronaca.
Il susseguirsi di decreti, restrizioni ed il crescente allarme generale ha provocato la peggiore “stasi” di mercato dal secondo dopoguerra.
L’imperativo comunque è: mantenere la calma e guardare al futuro in maniera positiva! Come deve affrontare quindi tutto questo la piccola impresa ottica? Quale dotazione dovrà avere il Centro Ottico per affrontare la ripresa? Quali competenze saranno da presidiare? Tanti interrogativi che alcuni imprenditori si domandano e mi domandano.
Risulta evidente che per molte aziende si stia profilando una criticità sul lato della domanda, con un calo considerevole del traffico. In questo scenario pensare di usare la leva dei ricavi è una chimera e non porta ad alcun risultato; le persone hanno quale unica e più importante priorità la salute personale e dei propri cari.
La strategia da valutare deve essere basata su due logiche ben distinte: una per far fronte all’immediato, ed una di medio lungo periodo per essere preparati e presentarsi ai “blocchi di partenza” più equipaggiati di prima.
Il primo obiettivo è quello di “mettere in sicurezza” la propria organizzazione ponendo il massimo focus sul cashflow. Lavorare su finanza e controllo, magari passando qualche nottata in video call con il proprio commercialista, sarà da mettere in conto.
Fondamentale non perdere di vista le operazioni di razionalizzazione interna che, mai come adesso, diventano essenziali. Il primo “binario” è quindi quello legato alla cassa, alla gestione dei costi per poter superare l’onda di crisi con qualche “falla sullo scafo” ma ancora in rotta per poter riprendere a veleggiare. In questa fase il cui orizzonte temporale è, a causa degli accadimenti, a 24 ore, risulta importante saper comunicare alla propria clientela mandando messaggi rassicuranti cercando di garantire un servizio di pubblica utilità, senza valutarne gli aspetti di redditività, semplicemente con l’obiettivo di ribadire il proprio posizionamento professionale e la propensione dell’impresa ottica ad operare per il bene della collettività locale.
La strategia di medio lungo periodo, deve essere accuratamente preparata lavorando su alcuni aspetti strategici della propria impresa.
La formazione è uno degli asset più importanti dell’impresa moderna, lavorare sul potenziamento delle competenze della propria organizzazione significa presentarsi al mercato con una “cassetta degli attrezzi” certamente più dotata.
Ripensare la propria “value proposal” portando innovazione di prodotto e di servizi per soddisfare il bisogno dei consumatori di ritorno alla normalità che vorranno concedersi qualche acquisto più sofisticato.
L’ultima leva è quella del brand. Lavorare sul personal branding e sulla definizione dei valori che identificano la propria impresa ottica per arrivare a definire una customer promise credibile e che possa generare un rinnovato interesse nei consumatori.
Il secondo binario è quindi più legato ad una pianificazione strategica che passa attraverso la formazione, la proposta di valore e la propria brand identity.
La sfida non sarà semplice! Gli ingredienti che non dovranno mancare saranno entusiasmo e determinazione. L’impresa ottica ha l’obbligo di guardare al futuro, anche se non sarà facile, ma con il coraggio da parte di tutti si potrà tornare ad essere più forti di prima.