Per quanto l’Uomo si sforzi a pianificare, prevedere e analizzare gli accadimenti, è evidente che “l’imprevedibile” ed i fattori esterni sono elementi in grado di modificare lo scenario sociale ed economico.
Coronavirus sta mettendo a dura prova un Paese, già afflitto da decenni di differenti gestioni “discutibili”. La prima emergenza è certamente quella sanitaria, salvaguardare la salute dei nostri concittadini rimane l’unico vero traguardo da raggiungere. L’impatto di tutto questo, oltre ad avere pesanti ripercussioni economiche, porterà con sé profondi mutamenti al sistema sociale che subirà tensioni e stravolgimenti! Il virus arriva in un contesto dove l’isolamento tecnologico e l’individualità sono i vettori della nuova socialità. L’isolamento e la “rarefazione sociale” necessari a vincere questa guerra non fanno altro che accelerare un processo già in atto.
Cosa accadrà ad emergenza terminata? Chi può dirlo! Prevedere scenari possibili, oggi è più un argomento di conversazione che un’analisi concreta, l’imperativo per ora è “fermarsi per ripartire”!
Il mercato, ed in particolare la distribuzione, dovrà fare i conti con il “dopo virus”. Molti esercizi, anche quelli menzionati nell’ormai famoso Allegato 1 del DPCM hanno chiuso, scelta sofferta ma comprensibile, dettata da più aspetti come quello etico, mosso dalla volontà di dare il proprio contributo o quello economico, volto a ridurre i costi in un contesto di fatto “bloccato” sia per decreto che per paura.
Il virus ha un impatto notevole sulla psiche umana. Le persone oggi hanno come priorità la salvaguardia della salute, in questi momenti ritorna il bisogno, insito in ogni individuo, di preservare la specie, ovvero di garantire la propria sopravvivenza. Questo implica che tutti gli altri bisogni, alimentati per decenni dal Marketing e dalla comunicazione, vengano meno!
Sto assistendo, disgustato, a imprese che cercano di trarre profitto da una situazione di emergenza e commercianti che promuovono sconti e promozioni.
Molti imprenditori non si rendono conto che questi messaggi non arrivano ai destinatari, concentrati a soddisfare altri bisogni, o peggio vengono recepiti quali “beceri” tentativi di sfruttare a proprio vantaggio una situazione di crisi.
L’unica arma che abbiamo per vincere questa sfida è “il buonsenso”, attingere alla nostra capacità naturale di giudicare e fare scelte in funzione delle necessità pratiche.
L’Italia si deve fermare, prima lo fa, prima sarà in grado di ripartire.
Verosimilmente il mercato cambierà, questa esperienza porterà ad una socialità differente, ad una modalità nuova di fruire degli acquisti ed a nuove forme di aggregazione e relazione sociale. La comunicazione è “l’arma più potente” di cui dispone l’Uomo da sempre ed avrà un ruolo centrale nel ritorno alla “nuova normalità”

“La comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica. ” (Papa Francesco)

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