Uno dei mercati più importanti del nostro paese vive un momento di profondi cambiamenti, innescati da diversi fenomeni. I grandi retailers si sono “attrezzati” per proporre format più inclini alle nuove pratiche di consumo, anche se questo spesso si traduce in un appiattimento dell’offerta. L’assortimento è vastissimo e accattivante, ma non sempre le cose stanno come appaiono. Il rischio per i consumatori è quello di subire una sorta di omologazione delle merci che si traduce in banalizzazione.

La distribuzione tradizionale, dal canto suo, sembra essere in una fase di stallo, molti imprenditori sembrano incapaci di fare il salto di qualità, cavalcare il cambiamento e proporre valore nella vendita.

Alla domanda: “quali sono i valori che la sua impresa intende trasferire ai propri clienti e perché un consumatore dovrebbe scegliere proprio il suo Centro ottico ?”. Molti imprenditori fanno fatica ad individuare una possibile risposta, la difficoltà principale è quella di trovare la propria connotazione ed avere il coraggio di intraprendere una strategia di comunicazione coerente con il proprio posizionamento.

L’imperativo per poter emergere in un mercato in cambiamento è “cambiare” ! Questo implica  lavorare sul personal branding, definire il proprio protocollo di vendita che deve essere sempre di più volto a creare un’esperienza d’acquisto memorabile per i consumatori.

4 commenti su “Il mercato ottico tra cambiamento e banalizzazione”

  • Concordo pienamente con te ,Massimo, ma l’ottico da solo non è in grado di tracciare il suo nuovo futuro. Ha bisogno di professionisti che li affianco , anche perché la sfida futura sarà non i colleghi ma con le multinazionali che aggrediscono il mercato. Saluti

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